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Progetto didattico del CdL in Matematica

Simon Singh e "L'Ultimo Teorema di Fermat"


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Simon Singh è autore de “L’Ultimo teorema di Fermat. L’avventura di un genio, di un problema matematico e dell’uomo che l’ha risolto” (Editore Rizzoli, Collana Bur la scala Saggi, Prima pubblicazione Rizzoli 1997, Prima pubblicazione Bur Saggi 1999, Quindicesima ristampa 2008, Bergamo, 360 pagine,€ 10,90).
Nato nel 1964 in Inghilterra da genitori indiani, originari del Punjab, si laurea in fisica presso l’Imperial College di Londra. Successivamente riceve il dottorato In fisica delle particelle presso l’Università di Cambridge e il CERN di Ginevra.
Nel 1990 raggiunge il Dipartimento Scientifico della BBC dove sarà produttore e direttore di programmi come “Tomorrow’s World” e “Horizon”.
Nel 1996 dirige il documentario “The Fermat’s Last Theorem” (premio BAFTA in Gran Bretagna e candidato ad un Emmy negli Stati Uniti), nel quale Andrew Wiles, il matematico che nel 1994 risolse il suddetto teorema, racconta la tortuosa strada che lo portò alla completa dimostrazione del più celebre enigma matematico di tutti i tempi.
E’ proprio da Wiles che Singh prende spunto per il suo primo libro, “L’Ultimo Teorema di Fermat” che andiamo qui ad analizzare.
Ricordiamo, innanzitutto, che esso è stato il primo caso di opera a soggetto matematico a diventare il best seller n.1 nel Regno Unito.
Il protagonista, Wiles, funge da filo conduttore per una vicenda che non vuole soffermarsi su quello che sarà solo l’ultimo traguardo del racconto, ovvero la vera e propria risoluzione dell’enigna di Fermat, ma è piuttosto un viaggio attraverso tutta quella storia della matematica che, dalla Grecia Antica di Pitagora attraverso Euclide, l’Arithmetica di Diofanto, gli Indiani e gli Arabi, arriva al cosiddetto “Principe dei dilettanti”, il francese Pierre de Fermat, al quale la teoria dei numeri deve un enigma durato oltre 300 anni. Si continua poi con le vicende dei matematici più famosi, del calibro di Cauchy, che dovettero arrendersi uno dopo l’altro di fronte alla difficoltà di un quesito che all’apparenza sembrava semplice. Tutto ciò però è servito a costruire un castello di spunti che, benché non sufficienti, saranno necessari alla buona riuscita di Wiles nel 1994.
A una prima lettura del titolo può capitare che non si intuisca che si tratta più di un semplice libro riguardante l’Ultimo Teorema di Fermat e la sua risoluzione, ma piuttosto una vera e propria piccola antologia di storia della matematica.
Nello specifico il libro si suddivide in una Premessa di John Lynch (il direttore della serie Horizon della BBC per la quale Singh realizzò il documentario “The Fermat’s Last Theorem”) in una Prefazione di Singh, in 7 capitoli più un Epilogo. Il di questi è dedicato a Pitagora, alla sua vita e a come il teorema che porta il suo nome sia il progenitore dell’Ultimo Teorema di Fermat; il segue l’evolversi della vicenda dai tempi della Grecia Antica a quelli della Francia del XVII secolo quando Fermat enunciò per esteso l’omonimo teorema; il e trattano alcuni tentativi di dimostrazione nel XVIIXX-XVIX secolo e nei primi anni del Novecento; il 5°, 6° e 7° gli ultimi quarant’anni del quesito, in particolare il riguarda la Congettura di Taniyama-Shimura e il ponte che venne creato tra essa è l’enigma di Fermat, il la vicenda di Andrew Wiles fino alla prima dimostrazione del 1993, il la sistemazione dell’errore da parte di Wiles stesso; infine l’Epilogo positivo della vicenda, le prime sensazioni di Andrew Wiles e i riconoscimenti che ricevette. Successivamente l’autore ha inserito un’Appendice di tredici pagine, più volte citata nel corso dell’opera, nella quale sono inserite piccole dimostrazioni, osservazioni e approfondimenti brevi, ma chiari ed esaustivi, dedicati a un pubblico che abbia una conoscenza più sottile della matematica. Infine Suggerimenti per ulteriori letture in riferimento ad ogni capitolo.
Una storia piena di imprevisti, gioie, disperazioni, addirittura suicidi e altri colpi di scena che l’autore è sapientemente riuscito a mettere per iscritto in modo semplice e gradevole anche per chi dalla matematica è affascinato ma non ne conosce i più alti linguaggi.
La bravura di Singh si rivela, inoltre, nell’essere riuscito a raccontare l’avventura di Wiles, linea guida del libro, inserendo continue digressioni storico-matematiche indispensabili a comprendere la profonda attrazione che questo teorema ha infuso nelle molteplici menti geniali nel corso dei secoli, mantenendo allo stesso tempo però la linearità della storia.
Corroborato dalla forza e dalla magia che l’Ultimo teorema di Fermat porta intrinsecamente con sé, Singh è riuscito a creare una graduale suspance che culmina con gli ultimi capitoli del libro, proprio come un vero e proprio best seller.
Un’opera in grado di avvicinare al mondo della matematica persino chi ne è sempre stato diffidente.

Valentina Pante

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