In questo esperimento gli alunni imparano a fare la ri-cristallizzazione delle sostanze dalle soluzioni e ad identificare, in base alla forma dei cristalli, le sostanze precedentemente sciolte.
La soluzione di sale da tavola non deve esser troppo concentrata (riempire di circa 2 cm la provetta di acqua e poi dentro far scogliere una puntina di sale), altrimenti non saranno chiaramente visibili i singoli cristalli e le loro strutture tipiche. Si mette una goccia della soluzione su un vetrino di microscopio, si fa scaldare per iniziare la cristallizzazione. In soli pochi minuti sarà possibile osservare la formazione e crescita di cristalli cubici regolari..
Il campione durerà molti giorni, ma bisognerà proteggerlo dall’umidità (in un piatto Petri, per esempio).
La soluzione di zucchero, invece, deve essere molto concentrata e deve essere lasciata per almeno 24 ore per ottenere la ri-cristallizzazione, poiché prima si forma un residuo molto sciroppato. Con un po’ di fortuna si formano alcuni cristalli a forma di stella costituti da rombi storti. Si consiglia di produrre dei campioni da confrontare, un giorno prima dell’esperimento.
Protetto dall’umidità il campione di zucchero durerà qualche giorno.
Materiali necessari:
o 2 campioni di acqua
o 2 pipette
o lampada infrarossi
o 2 vetrini
o 2 microscopi
o un vetrino con cristalli di sale
o un vetrino con cristalli di zucchero.
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